Tante Stelle

a cura di Vittoria Coen

Tante Stelle è il titolo della mostra collettiva, curata da Vittoria Coen, che la Galleria Alessandro Bagnai inaugura Sabato 13 Aprile, con opere di Sandro Chia, Stefano Di Stasio, Aldo Mondino, Gian Marco Montesano, Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Salvo, di medie e grandi dimensioni, realizzate prevalentemente tra gli anni Ottanta e Novanta.

Il clima storico di allora era quello di una ritrovata vitalità della pittura e di una riscoperta della figurazione, che vedeva, in qualche modo, superata, l’esperienza del Concettuale storico.
 Colori, forme, significati allegorici e simbolici, popolano le tele di questi grandi artisti molto diversi tra loro, ma accomunati da una esperienza profonda e dalla ricerca costante.

Nell’opera “Bachi. Grande rabbino di Costantinopoli”, Mondino esalta tutta la sua curiosità interculturale e il suo amore per l’esotismo, mentre Montesano ci riporta a scene d’altri tempi, in una Parigi che fu, nel suo “Caffè De Flore”.
 Ontani ci mostra una Natività come una pala d’altare, misteriosa, allegorica, che troneggia nello spazio, accanto al monumentale trittico di Paladino lungo quasi sei metri del 1982 realizzato come una pittura tridimensionale e innesti oggettuali.
 Appare potente e forte il vortice di pennellate dell’opera di Chia del 1983, molto diversa dalla scena quasi metafisica di Di Stasio che dipinge “L’ora del rito”, inquietante preambolo a esperienze sconosciute, mentre il lavoro di Salvo, realizzato nel 1981, avvolge di intimità un ambiente comune come un bar.

Tante Stelle è proposta idealmente nel solco dell’attività della galleria che, nel 2007, con la mostra “Tutte Stelle”, un chiaro omaggio al ciclo di opere omonime realizzate da Mario Schifano, espose lavori di artisti italiani e internazionali. L’amore per la pittura è, dunque, alla base del progetto espositivo, quella pittura che riesplose negli anni ottanta con una nuova linfa, e che ha reso protagonisti di un’epoca la ricerca degli artisti qui oggi rappresentati. E’ una pittura decisa nei colori e nei tratti, dal segno riconoscibile, addirittura, inconfondibile, quasi una rivoluzione culturale, perché di natura internazionale, e perché pone fine al predominio del minimalismo storico e del concettualismo esasperato. Transavanguardia, Anacronismo, sono alcuni dei “brand” che imprimono, nell’ambiente artistico, una svolta difficilmente ripetibile.
 Olio su tela, olio su tavola, olio su linoleum, acquarello su carta, tornano ad essere i media, i materiali dell’arte. Le grandi dimensioni delle opere esposte in questa mostra rendono ancora più avvincente il convincimento più profondo dei sette artisti nel percorrere questa strada, ancora di più oggi, nell’epoca del digitale, degli ologrammi e del virtuale.