Presente!! Lato A Lato B

Presente! LatoA-LatoB, consiste in una nuova intervista realizzata in occasione di questa mostra fiorentina. Si tratta quindi di un progetto site specific, un’intervista realizzata a Firenze camminando per le strade affollate del centro storico, fermandosi nel silenzio di un chiostro o di una navata, tornando sul posto davanti a opere d’arte del passato, conversando convivialmente in un bar. L’intervista è pubblicata in un formato inconsueto, Cucchi infatti ha optato per un vinile –medium ormai anacronistico. Sarà possibile ascoltare il LatoA alla Galleria Alessandro Bagnai mentre il LatoB alla Galleria Poggiali e Forconi.

Alla Galleria Poggiali e Forconi si assisterà anche alla proiezione del film Anima Nuda, girato nel 2007 da Riccardo Buzzanca. Qui Cucchi è guardato a vista dalla cinepresa mentre è all’opera nel suo studio-atelier. L’anima dell’artista marchigiano è messa a nudo attraverso piani sequenza molteplici e diversi: è un ritratto a tutto tondo dove la telecamera scopre e rivela ora lo sciamano ora l’abile disegnatore, ora il funambolo coraggioso e impavido. Grandi ed espressive protagoniste del film sono le mani, affusolate, di un manierismo senza tempo, che si muovono a volte con la dolcezza di un flautista, a volte con il furore controllato di un pittore taumaturgo. Buzzanca si sofferma anche sul volto, sulle sue espressioni, felice, concentrato, nervoso, estatico, come quando è alle prese con il lavoro, con l’oblio della tecnica e dello stile. Assistiamo alla nascita dell’opera come un sogno ad occhi aperti, visione lucida in una notte oscura, ma anche progetto e programmazione al contempo. E infine si svela l’Anima Nuda, e l’anima è il corpo, quel corpo di ragazzino atletico, più da saltatore in alto e da ciclista che da lottatore. Un corpo che evidenzia la grande disciplina dell’artista e la lotta di Cucchi con la realtà, con la gravità, con il peso dell’esistenza.

In contemporanea, nella Galleria Alessandro Bagnai, sarà presentato invece il film Enzo Cucchi, realizzato da George Brintrup, una interessante intervista costruita nell’arco degli ultimi sei anni, tra il 2001 e il 2007. Qui il regista è riuscito a catturare la radice antropologica che sta all’origine della personalità dell’artista, quel suo essere sciamano, profondamente legato sia alla cultura contadina dell’Appennino (antico) sia al Sud e al Mediterraneo (moderno). Una vita che nel film è tutto fuorché biografia e celebrazione autobiografica.