Giacomo Piussi | Paolo Maione. Part One

La Galleria Alessandro Bagnai presenta il lavoro di due artisti, Giacomo Piussi e Paolo Maione. Il titolo “Part One”, sta per sottolineare l’intento, da parte della galleria, di dar seguito a questa prima piccola esposizione che ha luogo solo in una delle sale; un primo incontro tra le opere dei due artisti, che vivono e lavorano in Toscana.

Una scultura in bronzo, “Il ciuco Incoronato” è l’opera presente nella mostra di Paolo Maione. Sostenitore della lavorazione dei materiali grezzi e del rapporto tattile che si crea nel processo di lavorazione, ispira il suo lavoro alla tradizione popolare con ironia.
Il suo asino dalle sembianze antropomorfe è l’espressione massima della filosofia del disincanto caratterizzante le sue opere: goffo antieroe per eccellenza ma allo stesso tempo interprete perfetto della razionalità umana.

Con la sua abilità tecnica unita ad una fervida immaginazione, Paolo Maione (San Giovanni D’Asso, 1965) debutta nei primi anni novanta, caratterizzandosi come un “artista comico”, come lui è solito definirsi, in grado di dissimulare la profondità del suo impegno con leggerezza. Espone, già dalla metà degli anni novanta, da Gian Enzo Sperone, a Roma e New York e in numerose altre personali e rassegne collettive.

Dal pavimento al soffitto della stanza principale Giacomo Piussi espone la sua “quadreria” ispirandosi alla maniera seicentesca con cui i primi grandi collezionisti borghesi utilizzavano i quadri come elementi d’arredo dove ritratti, paesaggi e nature morte sono accostati per cromatismi e dimensioni al fine di creare un effetto polifonico.

Giacomo Piussi nasce a Udine nel 1967 ma vive e lavora a Firenze. Vanta al suo attivo di numerose personali in Italia e Parigi e collettive a Lisbona ed Amsterdam.
Alessandro Bagnai espone il suo lavoro agli esordi, con una mostra dal titolo “Galatea” nel 1998.
Artista empirico e anti naturalista sceglie i suoi soggetti da esperienze ed impressioni proprie,

riflettendoli in uno stile pittorico composto e artificioso, necessario per la conformazione delle rappresentazioni con le idee.
L’artista per lui è colui in grado di concretizzare il rapporto tra la cosa stessa e la sua percezione, un conduttore dei fili invisibili che colgono l’essenza.