MAURA BANFO
Dal 25 Ottobre 2008 Al 29 Novembre 2008
La galleria Alessandro Bagnai inaugura il 25 ottobre 2008 con le personali di Maura Banfo e Paolo Leonardo. I due artisti, entrambi torinesi, presentano due nuovi progetti realizzati per l’occasione.
Maura Banfo, impegnata da molti anni nella ricerca fotografica, espone nella prima sala della galleria 5 grandi fotografie - rappresentazioni d’interni di case, di ambienti domestici, visti come codici d’accesso alla vita privata delle persone – che ruotano intorno ad una scultura raffigurante un nido, simbolo della casa intesa come rifugio, luogo di provenienza.
“ A differenza di molti fotografi contemporanei – sottolinea Norma Mangione nel testo scritto per la mostra - che, pur lavorando sugli spazi dell’uomo, hanno rinunciato alla rappresentazione diretta dell’uomo, come gli artisti della scuola di Düsseldorf o in Italia Gabriele Basilico, Maura Banfo non cerca l’oggettività. Il suo punto di vista è parziale e soggettivo. Utilizzando una tradizionale macchina a pellicola e la tecnica del macro, adoperata comunemente nella fotografia naturalistica e che richiede l’uso di speciali lenti e accessori, lo sguardo di Maura si avvicina alle cose fino a trasfigurarle. Le sue immagini contengono un paradosso: in esse gli oggetti si possono osservare meglio che a occhio nudo, entrandovi quasi dentro e scoprendovi nuovi particolari, ma allo stesso tempo li si perde di vista, dissolti nelle sfocature pittoriche.
Il nuovo progetto che l’artista presenta in galleria è una riflessione sull’abitare, sullo spazio chiuso, intimo e privato che separa e difende dal mondo esterno, “centro attorno a cui gravitano immagini di intimità protetta”, come lo descrive Gaston Bachelard nel suo saggio La poetica dello spazio. Uno spazio interiore, più mentale che fisico, proiezione di desideri e specchio di identità.
Centro e fulcro della mostra è la scultura di un nido, simbolo per eccellenza di protezione e nascita, soggetto che Maura ha utilizzato più volte nel suo lavoro. Con la sua architettura di rami e foglie, i materiali più semplici che la natura offre, il nido contrasta con la preziosità degli interni nelle fotografie.
Gli interni regali, le museali tavole imbandite, le rose tristemente appassite davanti a specchiere e le cornici dorate raccontano rituali domestici che impregnano di memoria spazi e oggetti. I suoi lavori, fatti di oro e di specchi, simulacri di luce – la sostanza stessa della fotografia – indagano le possibilità e lo statuto ontologico del mezzo fotografico”.
In contemporanea, all’interno della galleria, nello spazio dedicato a OUTSIDER project, troviamo particolar view, vasi e sedie di Alberto Mugnaini.




